FORO ITALIANO PER UN'ALIMENTAZIONE SOSTENIBILE (Messaggi)

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08 Dicembre 2003  dorino favaro  vallecrosia 18019 imperia  Singolo 
OGGETTO:  INVIA UN TUO MESSAGGIO CON LO STESSO OGGETTO   A ogniuno il suo
MESSAGGIO Sono anni che predico questo sistema e lo applico al mio sistema di vita.Se ogniuno elimina ciò che ritiene nocivo per il benessere dell'umanità,forse si starebbe meglio.
Dorino. 
 
26 Novembre 2003  roberto barbarino  torino  Singolo 
OGGETTO:  INVIA UN TUO MESSAGGIO CON LO STESSO OGGETTO   accetto, gia' faccio,ma poco,nuovareligione
MESSAGGIO gia vivo cercando di lasciare un impronta piu'
leggera,ma sono sottomesso alla cultura familiare.
oggi ci vuole un nuovo credo, invece di questa chiesa cattolica o del vil denaro, ci vorrebbe una religione della natura. 
 
27 Novembre 2003  Paola Rossi  Napoli  Singolo 
OGGETTO:  INVIA UN TUO MESSAGGIO CON LO STESSO OGGETTO   aderisco
MESSAGGIO aderisco 
 
02 Dicembre 2003  Ferro Roberta  Milano  Singolo 
OGGETTO:  INVIA UN TUO MESSAGGIO CON LO STESSO OGGETTO   Alimentazione e economia politica mondiale
MESSAGGIO Il problema è sempre lo stesso: gli anti-vegetariani hanno spesso bisogno di motivazioni importanti per concedersi il fatto di mangiare la carne; come nel caso di Giorgio Forti che, nell’essere carnivoro, trova addirittura una motivazione morale e sociale: salvare i paesi poveri che secondo lui sopravvivono proprio perchè i paesi ricchi mangiano molta carne o, in generale, proteine animali.
Una bella fantasia, niente da dire.
Mi riallaccio a quanto già espresso da Carlo Boidi: Giorgio Forti dice di saper fare i conti; allora li faccia. Non penso sia complicato capire che un animale, prima di arrivare nel nostro piatto, debba vivere e crescere. Quindi una parte del cibo che mangia (circa il 10%) diventa effettivamente parte del suo corpo mentre il resto viene bruciato come energia nel processo di conversione o assimilato per mantenere le normali funzioni corporee. In altre parole, il 90% del cibo che l’animale mangia è letteralmente sprecato.
In altre parole ancora: in un anno un ettaro di terra, destinato alla coltivazione di foraggio per animali, può fornire 0.2 tonnellate di proteine animali; lo stesso ettaro di terra, coltivato a soia, produrrebbe invece 2.5 tonnellate di proteine (ho fatto l’esempio della soia perchè essa contiene tutti gli amminoacidi, proprio come gli alimenti di origine animale).
Attenzione: per ottenere questo risultato (comunque deludente) occorre fare in modo che l’animale consumi il meno possibile e cresca il più velocemente possibile. E questo significa allevamenti intensivi tipo lager in cui gli animali vengono costretti in gabbie microscopiche in modo da impedire loro ogni movimento (=spreco di energia) e in modo da poterne ammassare in quantità enormi su spazi esigui.
In estrema sintesi: nel mondo 800 milioni di persone soffrono la fame; ci sarebbe da mangiare per tutti se consumassimo direttamente proteine vegetali, evitando lo spreco dovuto all’inefficiente (e inutile) conversione in proteine animali; tuttavia ai paesi ricchi fa comodo continuare così.
Questa è la verità: non prendiamoci in giro dicendo che, se tutti fossimo vegetariani, il danno economico sarebbe enorme.
Colgo anch’io l’occasione per consigliare a Giorgio Forti (ma anche ai tanti anti-vegetariani) di informarsi un po’ di più prima di parlare.
Suggerisco qualche sana lettura: ad esempio “Ecocidio” di Jeremy Rifkin. 
 
16 Dicembre 2003  Ferro Roberta  Milano  Singolo 
OGGETTO:  INVIA UN TUO MESSAGGIO CON LO STESSO OGGETTO   Alimentazione e economia politica mondiale
MESSAGGIO Il problema è sempre lo stesso: gli anti-vegetariani hanno spesso bisogno di motivazioni importanti per concedersi il fatto di mangiare la carne; come nel caso di Giorgio Forti che, nell’essere carnivoro, trova addirittura una motivazione morale e sociale: salvare i paesi poveri che secondo lui sopravvivono proprio perchè i paesi ricchi mangiano molta carne o, in generale, proteine animali.

Una bella fantasia, niente da dire.

Mi riallaccio a quanto già espresso da Carlo Boidi: Giorgio Forti dice di saper fare i conti; allora li faccia. Non penso sia complicato capire che un animale, prima di arrivare nel nostro piatto, debba vivere e crescere.

Quindi una parte del cibo che mangia (circa il 10%) diventa effettivamente parte del suo corpo mentre il resto viene bruciato come energia nel processo di conversione o assimilato per mantenere le normali funzioni corporee. In altre parole, il 90% del cibo che l’animale mangia è letteralmente sprecato.

In altre parole ancora: in un anno un ettaro di terra, destinato alla coltivazione di foraggio per animali, può fornire 0.2 tonnellate di proteine animali; lo stesso ettaro di terra, coltivato a soia, produrrebbe invece 2.5 tonnellate di proteine (ho fatto l’esempio della soia perchè essa contiene tutti gli amminoacidi, proprio come gli alimenti di origine animale).

Attenzione: per ottenere questo risultato (comunque deludente) occorre fare in modo che l’animale consumi il meno possibile e cresca il più velocemente possibile. E questo significa allevamenti intensivi tipo lager in cui gli animali vengono costretti in gabbie microscopiche in modo da impedire loro ogni movimento (=spreco di energia) e in modo da poterne ammassare in quantità enormi su spazi esigui.

In estrema sintesi: nel mondo 800 milioni di persone soffrono la fame; ci sarebbe da mangiare per tutti se consumassimo direttamente proteine vegetali, evitando lo spreco dovuto all’inefficiente (e inutile) conversione in proteine animali; tuttavia ai paesi ricchi fa comodo continuare così.

Questa è la verità: non prendiamoci in giro dicendo che, se tutti fossimo vegetariani, il danno economico sarebbe enorme. Colgo anch’io l’occasione per consigliare a Giorgio Forti (ma anche ai tanti anti-vegetariani) di informarsi un po’ di più prima di parlare.

Suggerisco qualche sana lettura: ad esempio "Ecocidio" di Jeremy Rifkin. 
 
 
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